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Sarcofago nel lago di Bolsena, “Ce ne sono altri, ma senza valore storico”

(LaFune) Il caso del sarcofago a pelo d’acqua nel lago di Bolsena ha fatto molto discutere in questi ultimi giorni. Il fatto è stato portato alla luce dal giornale del lago di Bolsena RadioGiornale e rilanciato da La Fune. La redazione di Montefiascone ha continuato a lavorare sulla vicenda, portando a casa un’intervista al direttore del Sistema Museale del Lago di Bolsena, Pietro Tamburini. Si tratta di un noto archeologo, che ha aggiunto a questa storia altri interessanti elementi. “Quel sarcofago, ma ce ne sono altri in prossimità – afferma Tamburininon ha nessun valore storico e conviene lasciarlo lì; oltretutto questi reperti sono stati estratti a cento metri di distanza da dove si trovano ora, ed esattamente dalla sotterranea cava di pietra al di sotto dell’oratorio quattrocentesco del Crocifisso. Sono rimasti allo stato grezzo, poiché mai utilizzati essendo naufragati. Tra l’altro credo sia improbabile trafugarlo, ci vorrebbe una gru per portarlo via. Comunque, pur avendo l’aspetto riconducibile a un sarcofago, chi ci dice che lo fosse davvero? Per esempio, dov’è il coperchio? Potrebbe essere di tutto: una fioriera, o magari un abbeveratoio, non lo sappiamo. Difficile stabilirne l’epoca. Etrusca? Medievale? Rinascimentale? Non si sa”. LEGGI L’INTERO SERVIZIO SU RADIOGIORNALE

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