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attrice shoah

“Questo è stato” un recital drammatico per non dimenticare la shoah

Il 27 gennaio è stato il giorno della memoria.  Non è stato un giorno qualunque e Orvieto con il suo teatro ha dato un senso al ricordo di un evento tragico, drammatico e speriamo tutti irripetibile: la shoah. Lo sterminio di massa degli ebrei nei campi di sterminio nazisti.  Al Teatro è andato in scena un recital dal titolo semplicemente drammatico: “Questo è stato” tratto dal racconto di Piera Sonnino, unica sopravvissuta della sua famiglia alla deportazione nei campi di sterminio nazisti.  Da Genova sono scappati e si sono nascosti, lei, i suoi tre fratelli le due sorelle e i genitori, sempre insieme.  Il recital con la protagonista, Alessandra Frabetti, ha trasportato tutti noi proprio lì, sulle colline genovesi, in giro per l’Italia in guerra, tra le paure dei delatori, la vasta rete di aiuto e soccorso, fino ai confini con la Svizzera.  La Sonnino smonta l’antico detto “italiani brava gente”, perché proprio degli italiani hanno tradito, e hanno obbligato la famiglia Sonnino a conoscere la durissima e orribile realtà della deportazione.  Il recital termina con la libertà insperata, con la paura ancora presente in Piera che non crede nella fine dell’incubo fin quando non si accorge di non avere più quelle divise nere delle SS intorno, fin quando non si vede veramente curata e accudita, fin quando non prende il treno, non piombato, non un carro bestiame, per fare ritorno in Italia.

Così è stato, nonostante chi continua a negare o a rivedere al ribasso le cifre dell’orrore.  La shoah viene ricordata il 27 gennaio perché nel lontano ’45 l’armata rossa liberò Auschwitz e si trovò di fronte i prigionieri increduli, debilitati, con sguardi assenti, affamati, assettati, ammalati. Ogni 27 gennaio si ricorda quella giornata particolare e si ricordano i morti, tanti, con la sola colpa di appartenere alla razza sbagliata, non ariana, senza occhi azzurri e capelli biondi.

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