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Lago di Bolsena inquinato? No, è tutto figlio di una grande confusione nell’informazione

Lago di Bolsena, i dati diffusi da Legambiente in questa settimana e riportati dalla stampa locale hanno fatto scattare diversi campanelli d'allarme. Stesso discorso, anche se di minore entità, per il lago di Vico. Abbiamo ricostruito quanto accaduto per fornire all'opinione pubblica una corretta informazione sulla situazione.
Lago di Bolsena, i dati diffusi da Legambiente in questa settimana e riportati dalla stampa locale hanno fatto scattare diversi campanelli d’allarme. Stesso discorso, anche se di minore entità, per il lago di Vico.
La Fune ha raccontato alcuni giorni fa i dati di Goletta Verde, riportando i risultati dei campionamenti effettuati dall’associazione ambientalista (leggi) Ha poi cercato di inquadrare l’informazione all’interno del contesto, soprattutto per quanto riguarda Bolsena. Avendo cura di evitare l’effetto allarmismo, sempre in agguato in questi casi. Soprattutto tenendo conto dell’impatto di una notizia come quella di un lago inquinato finisce per avere, inevitabilmente, sulle attività del posto che offrono servizi ai turisti: campeggi, strutture ricettive, bar, ristoranti e altro (leggi). Questo giornale ha cercato di aprire una riflessione seria sulla questione, proprio per evitare di essere strumento di danno ai vari interessi in ballo e al tempo stesso garantire un’informazione il quanto più corretta possibile ai lettori, che nel lago magari passano le giornate e ci fanno il bagno(leggi). Poi Legambiente ha diffuso i dati in un comunicato ufficiale e sono riapparse notizie “strillate”. La redazione de La Fune si è presa invece qualche ora di tempo, evitando di pubblicare la nota di Legambiente (leggi) e cercando di capire al meglio quanto sta accadendo. Tempo prezioso. Intanto nella giornata di ieri è intervenuto sull’argomento il direttore di Confartigianato Viterbo Andrea De Simone (leggi), invitando a evitare allarmismo e mettendo in guardia dai danni che si rischia di arrecare a chi ha costruito intorno al lago il proprio lavoro e campa di turismo. I fatti dicono che, dai prelievi di Legambiente, è venuta fuori questa situazione sui laghi viterbesi: 1)Sul lago di Bolsena 6 punti su 7 hanno superato i limiti di legge risultando “fortemente inquinati” sul piano della concentrazione dei batteri fecali. 2) Nel lago di Vico, si è ottenuto un risultato negativo sui due monitoraggi fatti in località Punta del Lago. bolsena1 La Fune è andata a studiare i campionamenti, i luoghi precisi in cui sono stati effettuati. Ha quindi analizzato bene le note stampa di Legambiente. Un comunicato che, se letto con attenzione, non lancia allarmi sulla balneabilità delle acque, non dice che il lago di Bolsena o Vico sono inquinati. E’ detto chiaramente in un passaggio: “Con questi risultati non diamo di certo patenti di balneabilità e non vogliamo giudicare lo stato complessivo dell’acqua nei vari laghi – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – ma individuando le tante criticità, avviare percorsi positivi in cui amministrazioni e cittadini possano definire le priorità per la riqualificazione, la salvaguardia e il rilancio degli splendidi laghi del Lazio e per questi ci mettiamo per primi a disposizione”. Encomiabile. Legambiente infatti ha effettuato prelievi nei pressi di fossi e canali di scolo. Il che, da una lettura approfondita è detto molto chiaramente. A Montefiascone infatti è risultato fortemente inquinato da batteri fecali la foce del torrente in prossimità del parco giochi. Stesso discorso a Capodimonte per la spiaggia in via Regina Margherita in prossimità di uno scolo, a Gradoli nella foce del fosso del Cancello, a San Lorenzo Nuovo presso la foce del fosso Ponticello e presso il canale in località Prati Renari. CONSULTA NEL DETTAGLIO I LUOGHI DEI CAMPIONAMENTI E I RISULTATI Legambiente quindi punta l’attenzione su fossi e scoli che entrano nel lago di Bolsena, sottolineando che lì c’è qualcosa che non va sulla depurazione delle acque. Cosa diversa è arrivare a dire che il lago di Bolsena è inquinato o peggio fortemente inquinato. Cosa che Legambiente di fatto non dice. Ed ecco perché le autorità competenti, Arpa e Asl, non hanno mai fatto scattare alcun divieto di balneazione. Non c’è quindi, andando a vedere attentamente, nessun contrasto tra i dati di Legambiente e la posizione di Asl e Arpa. Solo una grande confusione nella gestione e diffusione delle informazioni. Così hanno ragione i sindaci che La Fune ha contattato nei giorni scorsi e che hanno rassicurato sulla salute del lago. Ma il problema non è stata Legambiente, corretta e impeccabile nella sua azione, ma un’informazione che frettolosamente ha calcato la mano.

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