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Uscita dal predissesto, Trappolino: “Nuove prospettive di crescita. Ora un nuovo patto sociale per la città”

"Con i conti rimessi in ordine e una ritrovata piena autonomia amministrativa, la città può tornare a scommettere in un futuro di crescita e giustizia sociale. Merito essenzialmente del percorso di responsabilità e correttezza istituzionale che l'amministrazione ha intrapreso per mettere in sicurezza la situazione finanziaria del Comune e che oggi, come certificato dalla Corte dei Conti, garantisce l'uscita anticipata dalla procedura pluriennale di riequilibrio finanziario predisposta nel dicembre 2013 dalla giunta Concina adottando la norma prevista dal dl. 118/2011". Così, in una nota, il segretario provinciale del Pd Terni Carlo Emanuele Trappolino. carlo-emanuele-trappolino20130115_3029"Un percorso di rigore - secondo Trappolino - quello seguito da giunta e consiglio, che arriva in un momento difficile in termini economici e occupazionali e nel pieno di una crisi generalizzata della finanza pubblica. Un percorso, che utilizza le opportunità messe a disposizione dal quadro normativo, solido, responsabile e sempre orientato a restituire alla città gli strumenti per affrontare a testa alta e con progetti ambiziosi la sfida dello sviluppo. La città di Orvieto è ora nelle condizioni di cogliere nuove opportunità e traguardare nuovi progetti in un orizzonte di crescita. E in questo contesto è prioritario tornare ad investire, mettendo a valore patrimonio e risorse della città, rafforzare la struttura amministrativa con nuove energie e competenze, e continuare a lavorare sulla riduzione della leva fiscale secondo criteri di giustizia sociale ed equità. Si tratta di obiettivi coraggiosi, su cui non solo chi porta responsabilità di governo, ma anche e soprattutto le forze politiche sono chiamate a uno sforzo ulteriore di elaborazione e confronto. Questo, in particolare, in considerazione delle mutate esigenze della città, a valle di una crisi che ha bruciato ricchezza, equità e benessere e che richiede, oggi, la costruzione di un nuovo patto sociale per cui chi in questi anni ha beneficiato di più in termini di risorse pubbliche ora sia chiamato a uno sforzo aggiuntivo perché si possano sostenere efficacemente lavoratori e imprese. In definitiva, il lavoro fin qui fatto consentirà di concentrare con maggior efficacia l'azione di governo sulla crescita della città e del territorio e sulle nuove emergenze sociali con politiche volte a contrastare gli effetti ancora evidenti della crisi, in termini di contrasto alle povertà e di ricostruzione del capitale sociale".

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