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Uprising. Una festa per molti, ma forse non per tutti

In tipico stile orvietano secondo cui si costruiscono con fatica, impegno e passione cose bellissime per poi cadere miseramente sulla solita, immancabile, buccia di banana vanificando e mettendo in pericolo così quanto di buono si è costruito, anche Uprising iniziativa organizzata al Palazzo dei Sette sabato 7 gennaio scorso dal Colettivo Con-Testa ci ha messo del suo. O forse no. Ma veniamo ai fatti. Sabato scorso, al Palazzo dei Sette, era in programma una iniziativa, Uprinsing appunto, che secondo gli organizzatori era costituita da una serie di "incontri aperti a chiunque abbia voglia di dire la sua, dove tutte/i hanno il diritto di sentirsi liberi d’esprimersi senza essere giudicati. Parliamo di temi d’attualita’ e di come poter essere parte della soluzione di problematiche della nostra realta’ armandoci degli strumenti che amiamo e conosciamo: l’arte, la musica, il teatro, la fotografia, l’educazione non formale." Questo quanto scritto a supporto dell'evento Facebook diffuso. Mostra fotografica, incontri, dibattiti, e infine aperitivo in musica e musica fino alla fine. Già la musica: "Riteniamo - aggiungono gli organizzatori - che lo strumento piu’ forte che unisce le persone sia la musica! Vorremmo, attraverso concerti dal vivo, lanciare un messaggio: con la gioia nasce la forza per attuare un cambiamento o un miglioramento, nasce il coraggio di scegliere in cosa credere. Vorremmo proporre il ballo come strumento di integrazione tra le diverse persone, un ballo per esprimere il proprio essere. Come spunto per una fusione tra i giovani, per trovare un elemento che ci accomuna e ci rende piu’ vicini!" Organizzatore ufficiale il Collettivo Con-testa che sempre su FB si presenta così: "Siamo giovani sognatori, vorremmo vivere all’interno di una citta’, dove tutte/i possano sentirsi libere/i di immaginare e realizzare i propri progetti. Siamo gli adulti di domani, che desiderano, giorno per giorno, diventare parte attiva della citta’, costruendo, attraverso lo studio, le competenze che ognuno di noi sta acquisendo, attraverso l’arte e l’amore per la vita di ogni essere vivente, un posto accogliente nel quale il rispetto sia base per una sana crescita. Siamo il “Collettivo Con Testa”, ovvero un gruppo di persone formato per lo piu’ da studenti, giovani lavoratori e non, ma soprattutto abitanti, nati e cresciuti ad Orvieto. Organizzato tutto, nei giorni precedenti partono i PR con le preventive (5 euro la prevendita, 7 euro l'ingresso senza) e così nel pomeriggio del 7, intorno alle 15 circa una ragazza orvietana viene raggiunta dal messaggio di uno di loro che la invitava ad acquistare la prevendita e quindi a partecipare alla festa. Nemmeno il tempo di decidere se andare, se acquistare le prevendite per sé e per gli amici, che alla ragazza in questione arriva un secondo messaggio, sempre dallo stesso che poco prima la aveva invitata che le dice "niente niente mi hanno detto che tanto a te non te fanno entra', sei fascista". La ragazza va ovviamente su tutte le furie e chiede al ragazzo il motivo di questo, a suo parere, insulto e lui risponde "mi hanno detto de non fatte entra' è inutile che fai la spavalda c'hai torto tu". E la discussione continua ancora tra lui che evidentemente l'ha invitata e poi è stato invitato (?) a sua volta a disinvitarla contravvenendo ad ogni buon principio di educazione e dall'altra lei che, infuriata, non ci sta ad essere messa all'angolo perché "fascista" (il partito fascista non esiste più e anzi la relativa apologia è considerata reato pertanto, secondo noi, l'essere definiti fascisti rasenta il reato di diffamazione) quando non è legata a nessun partito. La ragazza continua a chiedere spiegazioni a tutti ma nessuno le risponde più. Ma come? "Siamo giovani sognatori, vorremmo vivere all’interno di una citta’, dove tutte/i possano sentirsi libere/i di immaginare e realizzare i propri progetti. Siamo gli adulti di domani, che desiderano, giorno per giorno, diventare parte attiva della citta’" e poi si esclude da una festa pubblica una ragazza solo perché ha idee diverse? Ma come? "Vorremmo proporre il ballo come strumento di integrazione tra le diverse persone, un ballo per esprimere il proprio essere. Come spunto per una fusione tra i giovani, per trovare un elemento che ci accomuna e ci rende piu’ vicini!" e poi la festa stessa esclude persone "a prescindere"? Sono dunque questi i giovani cittadini di Orvieto, i cittadini del futuro, coloro i quali si prefiggono l'importantissimo obiettivo di far vivere la città? Contattati i responsabili di Con-Testa così alla fine hanno risposto: "Il collettivo non era al corrente del fatto in questione tanto che ci siamo dovuti confrontare su quando come e dove potesse essere accaduto. In fine abbiamo capito a quale avvenimento lei si stesse riferendo, un fatto esterno al collettivo verificatosi tra due singoli legati da un rapporto di amicizia seppur con ideali contrastanti. Inoltre ci teniamo ad informarla che questo fatto é accaduto prima dell'iniziativa del 7 gennaio e che durante quest'ultima l'ingresso non é stato vietato a nessuno." Dunque il Collettivo non c'entra nulla con questo fatto gravissimo ma permette ai propri PR - che evidentemente agiscono autonomamente anche se nel messaggio dicono che "gli è stato detto..." - di offendere una ragazza. Insomma alla fine se "colpa" deve esserci appare tutta ad appannaggio del ragazzo che prima ha invitato la ragazza ad acquistare la prevendita e che poi l'ha "scaricata" perché "tanto non ti fanno entrare che sei "fascista". O a qualcuno è sfuggita di mano l'organizzazione delle prevendite e il soggetto, esterno al Collettivo ha fatto tutto da solo, o il Collettivo non la racconta giusta e scaricando la responsabilità sul PR di fatto si è tirato fuori dalla scomoda faccenda, o la ragazza ha capito male (difficile, a sentire i messaggi audio scambiati) e non ha capito che si trattava di uno scherzo (a mio parere su queste affermazioni non si scherza). In ogni caso il clima è brutto brutto, inaccettabile e pericoloso e sicuramente tutto il contrario di quanto sia il Collettivo sia l'evento si prefiggevano con questa iniziativa che tra l'altro credo abbia riscosso grande successo di partecipazione e attenzione. A questo punto chi chiede pubblicamente scusa alla ragazza? stop                              

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