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Un solo giorno. Un solo ricordo… per non dimenticare

Giorno della Memoria, giorno del Ricordo. Perché dobbiamo distinguere, separare, precisare? Perché non possiamo istituire un unico Giorno della Memoria e del Ricordo? Le morti sono tutte uguali, le vittime sono tutte vittime, seppur di ideologie diverse e di momenti storici e sociali diversi e allora perché non celebrare la memoria di chi non c'è più con una unica data? Morti per guerra, per politica, per mafia, per terrorismo, per ideologie politiche, per rivoluzioni, per ribellione, per... Ognuna di queste morti è una morte che non sarebbe dovuta accadere. E allora quale miglior ricordo e monito a che non accada mai più se non unire il ricordo e la memoria, la preghiera e la pietà? Niente più distinzioni in morte, non è più tempo. Ora è tempo di andare avanti senza dimenticare però. Non è la mano che ha ucciso che eleva la morte o la affossa, non è chi ha ucciso che fa della vittima una vittima migliore di un'altra. La morte è morte, il dolore è dolore. E questa morte, e questo nostro storico dolore, vanno ricordati e mai più permessi. Questa morte, qualunque essa sia, va raccontata, compresa, tramandata, narrata ancora e poi ancora e poi ancora. Nessuno sul pianeta ne deve essere all'oscuro, né ora né mai, né poi, né domani. Un unico giorno, dedicato al Ricordo e alla Memoria, senza dietrologie, senza politica, senza se e senza ma, senza sinistra e destra, bianco o nero, buoni o cattivi. Un unico giorno per piangere tutti insieme e promettersi, ancora una volta e poi ancora, che non accadrà mai più.    

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