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Violenza su minore nell’Alto Orvietano. Indagini in corso, otto anni affidata al padre

Ci sono storie che non è facile raccontare e che non si riesce non solo a raccontare ma nemmeno a immaginare di dover raccontare. Eppure accadono, e quando accadono il racconto non può che essere pervaso dal dolore. La storia è una storia di quelle che “ma tanto qua non succede”. E invece succede. E stravolge, percuote, strappa la vita e il cuore di varie persone prima fra tutte di una piccola vittima inconsapevole e indifesa la cui unica colpa è di non avere colpe. L'orco, il mostro, lui, è un amico di famiglia, a quanto si apprende un orvietano di origini straniere. Il posto è un paese dell'Alto Orvietano. La storia ha poco da raccontare e molto da dire. Otto anni ha Rosa (nome di fantasia), otto meravigliosi e piccoli anni. E un dolore già così grande da serbare nel cuore e nella mente. E nel corpo. Non è ancora del tutto chiaro come siano andate le cose. Su questo indagano a 360 gradi gli inquirenti. La vicenda è un crocevia di indagini, testimonianze, accuse, tutto viaggia a ritmi serrati, ma al momento ancora non c'è un provvedimento ufficiale nei confronti del presunto orco. Su tutto vige il più stretto riserbo, nessuno parla, nessuno racconta, nessuno conferma e nessuno smentisce, niente trapela dai fascicoli aperti dagli inquirenti. Poco si sa e poco si può dire. Perché al centro c'è lei, una bambina, un esserino fragile e puro, travolta da un destino e da un dolore più grandi dei suoi otto anni. E mentre si indaga, mentre si cerca di delineare i contorni di una violenza così inaccettabile il Tribunale dei Minori ha disposto per la piccola l'affidamento al padre naturale. Un modo forse per allontanarla, per il momento, da una quotidianità che pesa come un macigno. Sul fronte delle indagini sembrerebbe ci sia la denuncia della madre della piccola, denuncia contro il compagno sospettato della violenza. Ed è proprio attorno a lui che il cerchio si starebbe stringendo con una probabile notifica di custodia cautelare. Sempre secondo quanto si apprende – niente di ufficiale trapela dalle indagini in corso – l'uomo sarebbe già noto alle forze dell'ordine per precedenti di droga. Ma i fili da stringere sono tanti e tutti vanno tessuti con modi e tempi particolari che rispettino il dolore di tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti nella vicenda. Sicuramente al centro di tutto c'è Rosa, con i suoi otto anni, con la sua voglia di vivere e tutta la sua speranza nel futuro. Sicuramente tutto questo va rispettato, compreso, protetto. Nella speranza che la giustizia faccia il suo corso e inchiodi ben presto l'orco, il mostro, chiunque esso sia.    

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