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Arte e solidarietà alla Casa dei Mercedari con i quadri di padre Joy Mattamal

A pochi passi dal Duomo, in via Soliana nella Casa dei Mercedari si tiene una piccola ma importante mostra di quadri dipinti da Joy Mattamal, un giovane padre Mercedario che dall’India ha portato i colori, la forza e le natura del suo immenso Paese pieno di contraddizioni.  La mostra-mercato si chiuderà nella giornata del Corpus Domini, il 18 giugno con i proventi che verranno tutti utilizzati per i bambini di strada della casa di accoglienza di Kadapà in India.  Il titolo della mostra è “Behind the Passion” proprio a segnalare la forza del ricordo.  Come scrive lo stesso Mattamal nella sua introduzione, “tutti gli eventi che appartengono al passato lasciano un’impronta sulla tela della nostra mente, anche in maniera a noi inconsapevole.  Ogni evento particolare che si è svolto nel passato permane in noi, in tutto o in parte, come ricordo”. ________________________________________________________________________________________________ Il ricordo, la memoria, i colori, i momenti sono il fil rouge dei quadri di Joy Mattamal che non dimentica e lega alcuni fatti del presente ad altri del passato perché “accade talvolta che, mentre viviamo serenamente e tranquillamente, all’improvviso, davanti a certi accadimenti, anche quando essi non hanno niente a che fare con la nostra vita presente, il nostro cosciente-subcosciente ci ripresenti, attraverso la memoria, ciò che di analogo abbiamo vissuto nel passato”, spiega ancora l’autore. Il primo dei 63 dipinti in acrilico raffigura una libellula posata su un cardo, un’immagine semplice, quotidiana in natura ma particolare per Joy, ci permettiamo di chiamarlo per nome in confidenza perché i quadri ci fanno entrate nel suo intimo facendoci diventare partecipi e vicini, che quell’immagine collega ad un fatto del passato. ___________________________________________________________________________________________________________________________________ “Ecco la storia di un ragazzo che uccise involontariamente una libellula e ne rimase dolorosamente colpito. Un giorno prese una bella libellula che si appoggiava su un cardo mariano. Mentre la prendeva, la ferì, ma, preso dal gioco, non si preoccupò dei sentimenti e del dolore dell’insetto. Dopo aver legato un filo alla coda sottile della libellula per farla volare come un elicottero, si divertiva e godeva del volo di questa piccola creatura.  Guardando questo gioco crudele, sua madre lo avvertì di non fare del male alla libellula e gli ordinò di liberarla immediatamente. Lui le rispose che l’avrebbe lasciata libera presto, ma non lo fece. Purtroppo, mentre la controllava con il filo in mano, la coda della libellula si spezzò e il povero animaletto morì. Sua madre lo punì severamente per quel divertente intrattenimento e il bambino, da quel giorno, non ha mai più ferito alcun animale, non per il timore della punizione, bensì per la sensazione di colpa e di dolore che ebbe a provare a causa di quell’incidente”.  Il ragazzo è lo stesso autore che guardando la libellula sul cardo oggi ricorda il suo passato di bambino in India.  ___________________________________________________________________________________________________________________________________ E’ un piccolo viaggio nel ricordo, nella passione, nella memoria che vi accompagna dal primo all’ultimo acrilico con colori tenui, calmi, precisi e un disegno altrettanto reale e vivo. Sono solo pochi metri dal Duomo alla Casa dei Mercedari, ne vale la pena per le atmosfere e per la possibilità di aiutare i meno fortunati, i più deboli, il nostro futuro, i bambini.

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