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Due modi di guardare il Corteo. Da turista e da orvietano. E poi ci sono io…

Il Corteo Storico della città di Orvieto può essere guardato in due modi diversi. Da orvietano e da turista.
Analizziamolo attraverso gli occhi di un turista che arriva per la prima volta a Orvieto o comunque che lo vede sfilare per la prima volta nella vita. Il turista vede un gioiello di maestria sartoriale, elmi, scudi e spade di forgiatura impeccabile, velluti e mantelli di valore inestimabile, calzari, cinte e accessori vari di una bellezza mozzafiato. Il turista non sa chi c'è dentro il Podestà, o dentro il Capitano del Popolo o dentro il Conestabile dei Cavalieri o all'interno dei bellissimi cavalieri. Non lo sa e manco gliene frega niente di saperlo (giustamente) e resta imperterrito ad aspettare che tutto cominci. Quello che gli importa è guardare (qualcuno più curioso prova a trovare accanto un orvietano che gli possa dire qualcosa in più del volantino che spiega le uscite o della voce narrante dalla filodiffusione) in ogni caso non gli frega niente di niente, vuole solo ammirare e godere di questa emozionante opportunità. Ciò che vede è bello, meraviglioso, di una bellezza difficilmente comparabile ad altri cortei che magari ha visto. Il turista, per veder sfilare il Corteo, predilige le piazze, specie quella del Duomo, perché è affascinato dai luoghi e perché conosce poco il resto del tragitto. Il turista non sa e non vuole sapere il perché delle cose, le guarda, le ammira, fa i complimenti, scatta duecentocinquanta foto, registra video, applaude ai costumi più belli e imponenti, sente nominare una certa Lea Pacini, ma in fondo gliene frega poco, casomai si documenterà a casa su Google. Torna a casa sua e ricorderà per sempre la fortuna di aver scelto di visitare Orvieto proprio l'unico giorno in cui sfila il Corteo, ovvero nella Solennità del Corpus Domini, del quale ha ammirato il Sacro Lino sfilare nella meravigliosa teca. Fine.
Analizziamolo invece attraverso gli occhi di un orvietano di almeno 40 anni.
L'orvietano è impaziente e scocciato, non vede l'ora che passi il "Corporale" che poi c'è da accendere il fuoco sotto alla pentola della pasta e passare a ritirare le paste da Montanucci, che dopo c'è gente. In genere si è dimenticato qualcosa da comprare per il pranzo della festa e passa veloce con le buste già alle nove del mattino e dice "fo un salto a casa e poi scendo, ma tanto è sempre uguale non mi perdo nulla". L'orvietano sbraita sbraita che "quest'anno vo al mare" ma è sempre lì, macchina fotografica in mano, vestito a festa, dopo aver parcheggiato con mille bestemmie al campo della fiera o a via roma o dopo la sfacchinata di aver preso funicolare e bus e convinto che "il prossimo anno venimo su prima". L'orvietano si azzittisce e percepisce nitida la pelle d'oca quando suonano le chiarine e il Corteo arriva. Occhi lucidi, sempre e comunque, groppo in gola, cervello fisso sullo scorgere nuovi volti "ma dai è dove è finito coso?" " e come mai coso non sfila?" perché l'orvietano sa a memoria (imperitura) chi ha portato quel singolo costume e se vede il nuovo volto attacca con la critica che però esplode se un piede è messo male "mamma mia se c'era la Pacini!". La signora Lea Pacini è l'orvietano più pensato e menzionato del giorno del Corteo, poi ce ne possiamo pure dimenticare ma nel giorno del corteo "era tutta un'altra cosa quando c'era la Pacini". Che il turista accanto si chiede "ma chi caspita è sta Pacini e do sta?". L'orvietano nel giorno del "Corporale" parte veloce in ricordi, "te ricordi...?", "il mi poro nonno...", "il mi babbo..." e alla fine scatta "si ce fossi io a comanna'....". L'orvietano però a "comanna'" non solo non c'è ma si guarda bene dall'esserci che quando c'è da sostenere o fare parte del comitato di gestione tutti, Dio non voglia, scappano come se fosse in arrivo la peste spagnola. L'orvietano raggruppa attorno a sé qualche turista e spiega (a modo suo) il corteo "vede quel costume era di Riccetti, io non capisco proprio perché mo c'hanno messo proprio Ferrari" e il turista tra sé e sé "ma chi so sto Riccetti e sto Ferrari? a me me piace sto tipo che sfila, guarda che portamento, che eleganza, boh a me me piace tanto". L'orvietano sta ovunque e possibilmente all'ombra e possibilmente con le sedie portate da casa "perché sta processione se fa sempre più lunga, io in piedi non ce posso sta". L'orvietano se accorge de tutto: volti nuovi, barba lunga, fede al dito, scarpe brutte, cintura storta, cappello messo male "guarda che quello è il nipote del poro... ma mica sarà mai come il zio". L'orvietano sa che a sfilare per primo è il quartiere che la sera prima ha vinto la staffetta, "si lo domande alle borberette del domo lo sanno pure loro", e quando vede che esce n altro se incacchia "ma come?", "non se fa così!", "Moscatelli ier sera l'ha ridetto e mica se fa così" che il turista accanto se domanda "sete quattro quartieri che caspita ve importa come escono, basta che escono". L'orvietano a Duomo a vedere rientrare il Corporale e a prendere la benedizione ce va poco "C'è lo scoppio del sole", "me arrivono le fije a pranzo", "fatte benedi' tutte quante", e quindi se domandi a mezza Orvieto, mezza te dice che non lo sa che succede al Duomo quando il Santissimo Corporale rientra. "Che se solo ce venisse intanto pijerebbe la benedizione del Cardinale che vale dieci volte deppiù de quella de Tuzia", comunque a volte è meglio che non ce viene "perché al Duomo pare doversi fare tutto di fretta e il Corteo Storico se scapicolla giuppe San Paolo e i preti so già con le piede sotto al tavolino".  Fine.
E poi ci sono io.
Così profondamente amante delle tradizioni della mia città che mi incacchio quando vedo, perché le vedo, che le cose non vanno. Ieri, 18 giugno, ho deciso di piazzarmi al Duomo (praticamente in 49 anni di vita l'ho visto in ogni possibile posto in città) per vederlo uscire e attenderlo rientrare. Il Corteo 2017 uscito dal Duomo era perfetto, si lo era davvero, impeccabili i figuranti, sia le vecchie glorie sia i tanti nuovi volti, sicuro l'incedere, a tempo i tamburi, spazi giusti tra i reparti, bello, il migliore Corteo degli ultimi anni. Al che mi sono detta "oh cacchio ce l'abbiamo fatta! Finalmente un corteo fatto come Cristo comanda!", alla signora Lea non ci ho pensato nemmeno un po', tanto ero sicura che mezza Orvieto l'avrebbe di lì a poco invocata e perché, pur amando le tradizioni, e cercandone il rispetto, so bene che ogni cosa si evolve e si trasforma. Il colpo al cuore m'è venuto quando ho visto uscire per primo il Corsica. "Ma stiamo scherzando?" Io sono Stella dalla nascita si può dire e quindi non parlo per il mio quartiere ma per l'Olmo che la sera prima aveva vinto la settima staffetta consecutiva. Si è vero i verdi dell'Olmo "hanno rotto le scatole" ma in ogni caso sono loro a correre di più, più forte e meglio, e sono loro giustamente ad alzare la coppa e "vincere" il "diritto" ad uscire per primi nel Corteo. Mo se a qualcuno sta faccenda non je piace, mi dispiace per lui/lei ma questo non può essere rivoluzionato, "la Pacini (ariecchela) faceva la turnazione dei quartieri".
Insomma qua va deciso una volta per tutte se la Pacini c'è e si fa come dice lei, o se la Pacini non c'è più e si fa come piace alla città. PERCHE' IL CORTEO E' DELLA CITTA' NON DEL COMITATO DI GESTIONE. Non si può per una cosa dire "riportiamo a come faceva la Pacini" e subito dopo "però le cose si possono cambiare". Quindi occorre decidere prima questo e poi si va avanti.
Altro colpo al cuore, sono al Duomo, sotto il sole che abbronna seguo Cortoni, aspetto che salga sul sagrato e questo me se infila dietro agli altri e via giuppe per via Postierla. Niente non se ferma nessuno, se so fermati pochissimi figuranti (ma perché?) e qualcuno lo è pure andato a pija' il Podestà / Barbabella da solo se no je pijava giuppe pe San Paolo. Disordine, pressapochismo, mancanza di direttive certe date con sufficiente anticipo. La banda messa lì e poi spostata, i popolani che Dio ce sarve so saldate alle serce e non se spostano manco se se incazza il sindaco, le associazioni tutte ammassate che la gente non vede nulla non vede più nulla di cosa accade sul sagrato. E accade la più importante delle faccende.
Il ritorno al Duomo è seguito per lo più da turisti (ve lo ricordate? gli orvietani so annati a accende il foco per la pasta?) e quindi deve necessariamente offrire una coreografia impeccabile, facendo restare (come gli scorsi anni) i costumi più importanti ad omaggiare, quasi a difendere, questo nostro prezioso Miracolo che torna nella sua casa e li resterà per un anno. E invece via tutti, tranne alcuni "eletti" tra l'altro posizionati non si sa come a corollario dell'altare.
Qua occorre un tavolo con a capo il sindaco (che se dovesse esse scordato je ricordo che rappresenta tutti noi, ovvero i proprietari del Corteo), un tavolo che deve mettere nero su bianco (o vogliamo scolpire delle tavole?) chi fa cosa, quando, come e chi non je deve rompe le palle mai, chi si occupa di cosa e come lo deve fare, quali i tempi e quali le modalità. Una volta chiuso sto tavolo (se necessario ce possono vole' pure anni) NESSUNO deve più permettersi di effettuare ingerenze su altri. Per essere un filino 2.0 posso dire che il tavolo può riunirsi nel mese di marzo di ogni anno e in tale sede pianifica e dopo tale tempo, niente e nessuno può fare e disfare se non con deroga del sindaco per questioni di vita o di morte. Non è ammissibile che uno se sveja la mattina del corteo e cambia l'ordine di uscita dei quartieri, è ammissibile che lo faccia nel tavolo e che tutti siano d'accordo, non è ammissibile che debba essere Barbabella abbardato da Podestà a scende e salì le scale del Domo per anna' a pija' li figuranti che devono restare al Duomo.
Ultima cosa poi mi taccio e come il Corporale ariesco il prossimo anno: a me operatore della stampa, in possesso di tesserino da giornalista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti, professionista della comunicazione anche se locale ma 365 gg all'anno no quando me fa comodo, mi si chiedono 14 mail, e pure i documenti, autorizzazione al commissariato, vigili urbani e protezione civile e poi chiunque senza autorizzazione (o peggio con autorizzazioni con su scritto "giornalista" rilasciate dalla associazione "Lea Pacini" che secondo le nuove norme non può rilasciare autorizzazioni), giuro vo al mare e se volete sape' qualcosa sul Corteo o ve lo venite a vede, o ve lo fate racconta' da chi si "millanta" "giornalista,  si giornalista per un giorno".
Amen, Sia lodato Gesù Cristo.
Il Corteo "visto" da Filiberto Mariani https://www.facebook.com/filiberto.mariani/media_set?set=a.10211688842448090.1073742038.1578243364&type=3&pnref=story            

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